News, Attualità

Il Papa riceve il presidente del Libano: convivenza tra etnie e fedi

Michel Aoun, eletto dopo un lungo stallo, invita il Pontefice a visitare il Libano: «Papa Francesco verrà». Nel colloquio si parla anche di Siria e dei rifugiati nel Paese dei Cedri

 

Papa Francesco ha ricevuto il presidente libanese Michel Aoun questa mattina in Vaticano. Il capo di Stato del Paese dei Cedri, per consuetudine un cristiano maronita (mentre il primo ministro è musulmano sunnita e il presidente del parlamento è musulmano sciita), è accompagnato dalla consorte Nadia Al Chami. 

  

«Il Libano del vivere-insieme occupa un posto particolare nel cuore del Papa, che risponderà all’invito di visitare il Paese del Cedro», ha scritto lo stesso Aoun sull’account Twitter in arabo della presidenza libanese. Ex comandante in capo delle forze armate libanesi, Aoun è stato eletto alla massima carica dello Stato dopo un lungo periodo di stallo politico ed ha iniziato il suo mandato il 31 ottobre 2016. Dal 1988 al 1989, in un’epoca nella quale aveva posizioni anti-siriane, aveva già ricoperto ad interim la carica di presidente, parallelamente alla carica di primo ministro (1988-1990). 

  

Dopo l’udienza papale, il presidente, che era accompagnato tra gli altri dal ministro degli Esteri Gebran Bassil, dall’incaricato d’affari del Libano in Vaticano Albert Samara, dal consigliere per la stampa della presidenza Jean Aziz, e dal responsabile dell’ufficio stampa Rafic Chelala, è stato ricevuto dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, accompagnato da monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati.  

 

«Nel corso dei cordiali colloqui – riferisce la Sala Stampa vaticana – ci si è soffermati sulle buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e il Libano, sottolineando il ruolo storico ed istituzionale della Chiesa nella vita del Paese. Si è quindi espressa soddisfazione per l’impegno delle varie forze politiche nel porre fine alla vacanza presidenziale, auspicando per il futuro una sempre più proficua collaborazione tra i membri delle diversità comunità etniche e religiose in favore del bene comune e dello sviluppo della Nazione». Si è quindi fatto «riferimento alla Siria, con particolare attenzione agli sforzi internazionali per una soluzione politica al conflitto. È stato altresì ribadito l’apprezzamento per l’accoglienza che il Libano presta ai numerosi profughi siriani. Infine, si è avuto un più ampio scambio di vedute sul contesto regionale, facendo cenno agli altri conflitti in corso e alla situazione dei cristiani in Medio Oriente». 

  

«I cristiani d’Oriente, che conoscono oggi circostanze difficili in una regione una volta culla del cristianesimo e dell'islam -  ha detto Aoun arrivando a Roma stamane, a quanto riportato dal quotidiano libanese L'Orient le Jour vedono in questa visita una luce di speranza che conferma che il Libano resterà sempre l'esempio più forte del futuro dell'Oriente e del mondo». L’udienza di Francesco sottolinea «la solidità delle relazioni che legano il Libano in tutte le sue componenti comunitarie alla Chiesa e al papato».  

 

Quello odierno è il primo incontro con il Papa nonché la sua prima visita ufficiale in Europa del presidente libanese che, tradizionalmente, compie la sua prima visita a Parigi, ma - scrive sempre L'Orient le Jour - Aoun, pur avendo ricevuto l’invito dall’Eliseo, ha rinviato la visita dato che il presidente Francois Hollande concluderà il suo mandato a maggio. 

  

 

Il presidente libanese ha regalato al Papa una statua di circa mezzo metro raffigurante il Gesù bambino di Praga avvolto in un vestito dai colori nazionali libanesi realizzato dalle carmelitane libanesi di Harissa e di Kfarmasshoun. Il bambinello è ricoperto con una tunica bianca su cui è disegnato un cedro, albero simbolo del Libano, e da un mantello di velluto rosso filato d’oro con le figure di Notre Dame del Libano e lo stemma di Papa Francesco. Gesù ha in mano un globo sormontato da una croce d’oro, ha sul capo una corona placcata in oro e il rosario ha i colori verde, rosso e bianco della bandiera libanese. Il Papa ha regalato al presidente un ramo d’ulivo in bronzo, anziché la tradizionale medaglia del pontificato, e le sue tre opere: le due esortazioni apostoliche Evangelii Gaudium (in francese) e Amoris laetitia e l'enciclica Laudato si' (in arabo). 

Print Email