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Il Libano Chiede 10 Miliardi Al Mondo Per Fronteggiare I Rifugiati Siriani

Il primo ministro del Libano chiede al mondo un investimento per favorire l’inserimento dei profughi di guerra

Il Libano è al collasso e chiede aiuto agli altri Stati per fronteggiare per la crisi in Siria.

 

Il primo ministro del Libano Saad Hariri prima di partire per un tour nell’Unione Europea ha rilasciato all’emittente francese France24 un’intervista.

La richiesta libanese alla comunità internazionale è  di 10 miliardi di dollari per aiutare il suo Paese nella gestione del flusso di profughi siriani che scappano dalla guerra.

Una guerra che dura ormai da 6 anni e non si intravedono ancora spiragli di pace.

La richiesta sarà presentata ufficialmente in una conferenza a Bruxelles il 5 aprile. Il suo intento è di avere tra i 10.000 e i 12.000 dollari per ogni rifugiato siriano in terra libanese.

Questa richiesta è frutto di un’analisi precisa che mira ad aiutare il Paese nella costruzioni di infrastrutture, scuole e ospedale.

Dall’inizio della guerra in Siria  il Libano, come altri paesi confinanti, ha accolto i rifugiati che scappavano dalla guerra civile.

Lo Stato attualmente consta di 4 milioni di abitanti. Ma dall’inizio della guerra civile,I libanesi hanno accolto circa 1,1 milione di siriani riconosciuti, senza contare i rifugiati palestinesi.

Il Paese, senza investimenti internazionali che aiutino il governo a fronteggiare questa emergenza, rischia di collassare.

E gli effetti potrebbero essere devastanti sia per l’economia, per il lavoro e per la civile convivenza.

Il Libano adesso vive un periodo di relativa pace, ma l’aumento della popolazione potrebbe essere un fattore che minerebbe questo suo status.

E sempre secondo il ministro libanese:

L’esodo siriano ha raggiunto la cifra di 9 milioni di profughi che hanno varcato il confine per raggiungere gli Stati confinanti.

Molti esuli scappano per raggiungere l’Europa, molti muoiono provandoci altri riescono, ma con immensi sacrifici.

Se la comunità internazionale accetterà o meno questa richiesta, dovremmo solo aspettare la reazione degli altri Paesi

Gabriella Gozzo

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