Attualità

16 ottobre, Messa commemorativa in ricordo dei caduti dell' esercito libanese

 Il Movimento Patriottico Libero (Tayyar Italia) vi invita alla Santa Messa in Suffragio dei Caduti dell'Esercito Libanese, del 13/10/1990, che verrà celebrata presso la Chiesa della Parrocchia Maronita di Roma, in via Aurora 6, in data 16/10/2016 alle ore 19.00.
Dopo la Messa seguira' un momento di condivisione.

Mondo TV sigla contratto in Libano

Edoardo Fagnani 

Mondo TV ha sottoscritto un nuovo contratto con Safe Media, società con sede in Libano, per la licenza di propri prodotti animati destinati alla diffusione via satellite sulle televisioni Al Sharjah TV e Al Majd Tv in Medio Oriente e Africa del Nord. La licenza avrà durata di due anni e prevede lo s lo sfruttamento non esclusivo dei programmi licenziati in lingua araba....

 

 

"La musica, un atto politico": Ong la porta nei campi profughi in Libano

 

Presentato a Bologna un progetto di musicoterapia per i rifugiati. In Italia si reclutano maestri di musica e strumenti musicali da destinare al Paese del Medio Oriente

di LUCA BORTOLOTTI

La musica come cura alle ferite del corpo e dell’anima, la musica come mezzo per ritrovare un’identità culturale, un terreno comune su cui ricostruirsi come popolo. È il progetto di cooperazione internazionale Music & Resilience, presentato oggi da Alce Nero a Bologna, che porta la musicoterapia all’interno dei campi profughi all’interno del Libano.

Un paese da quattro milioni di abitanti che ospita 1,2 milioni di rifugiati siriani (ufficialmente registrati) più 400mila profughi palestinesi che qui vivono sin dalla nascita dello Stato Ebraico nel 1948. Di loro si occupa la ong Assumoud, che attraverso l’introduzione della musica nei campi vuole provare a ricostruire quel senso di identità culturale negato. “La musica è un atto politico, a sostegno di un popolo che deve ritrovare la capacità di reagire e avere una voce propria – spiega Deborah Parker, coordinatrice del Music & Resilience -. La musica è anche un diritto, un’opportunità di sviluppo culturale, portatrice di un terreno comune di valori ed esperienze che se viene a mancare può creare grandi problemi”.

A fronte di un contesto socio-politico ed eventi che minacciano l’equilibrio psicofisico degli individui e della loro comunità, il tramandarsi

musiche e canzoni aiuta così a salvaguardare un senso di identità e appartenenza culturale. Per questo il progetto Music & Resilience cerca nuovi volontari, raccoglie strumenti musicali usati e recluta insegnanti di musicoterapia che in Libano non esistono; avviando il progetto Mars, con sede a Montespertoli (Fi), per formare musicisti, educatori, operatori sociali che possano raggiungere gli altri volontari nei campi profughi libanesi.

A Grosio la testimonianza di padre Damiano impegnato in Libano tra i profughi

Nel Paese dei cedri sono oltre un milione e settecentomila i profughi siriani e iracheni di cui le grandi potenze e l’Europa sembrano essersi totalmente dimenticati.

 

Quello che mai i nostri telegiornali porteranno nelle nostre case, a proposito di quanto avviene e del perché avviene sui teatri di guerra del Medioriente, lo ha spiegato in una seguita conferenza giovedì sera, 26 Maggio, presso l’Oratorio di Grosio, padre Damiano Puccini, sacerdote pisano, dal 2003 in Libano presso la comunità di Damour, una cittadina a sud della capitale Beirut.

Angelina Jolie tra i profughi in Libano

Angelina Jolie ha compiuto oggi visite ad alcuni campi di profughi siriani in Libano, nel quinto anniversario dell'inizio delle violenze in Siria. L'attrice, che è inviata speciale dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr), si è intrattenuta in particolare in alcuni campi nella Valle della Bekaa, non lontano dalla frontiera con la Siria. Il Libano ospita oltre un milione di profughi siriani, pari a un quarto della sua popolazione. Circa 4,3 milioni di siriani sono fuggiti dal loro Paese a partire dal 2011 e la maggior parte hanno trovato rifugio, oltre che in Libano, in Turchia e in Giordania.

Calcio a 5, iniziativa dalla Uisp in Libano


“Il carcere di Roumieh, vicino Beirut in Libano, ha ospitato stamattina l’incontro di calcio a 5 che ha visto di fronte i minori ospiti del carcere e una rappresentativa Uisp e Cooperazione italiana“.

conferenza telefonica con il Ministro Jreissati il 28/09/2016

Roma, li 28/09/2016

Una conferenza telefonica ha avuto luogo questa sera con il ministro SALIM JREISSATI e i militanti del CPL in Europa. Gli argomenti di attualità sono stati rivisti in particolare per quanto riguarda gli ultimi sviluppi della presidenziale in Libano e la posizione dei diversi attori sulla scena politica. 

Dal Libano alla Baia

Nato a Beirut, cittadino del mondo, Steve Kerr nel giro di due anni ha collezionato un titolo NBA e il premio Coach of the year…..e ora la volata verso le Finals 2016

Libano, culla delle civiltà antiche; Sidone e Tiro nate sotto la civiltà fenicia, Ciro il Grande imperatore persiano, Alessandro Magno e la sua idea di dominare il mondo secondo i dettami della cultura greca , la dominazione romana, l’avvento dell’Islam con le campagne dei Mamelucchi e l’assoggettamento all’Impero Ottomano. Fino ad arrivare ai giorni nostri, un paese che da anni vive tra sottili equilibri e continue lotte tra cristiani, ebrei e mussulmani. È il Libano e più precisamente Beirut la terra natia di un uomo che farà parlare di se a migliaia di kilometri di distanza. Il Libano in effetti non è entrato spesso nella cartina geografica dei grandi eventi sportivi, ma in questa storia ricopre un ruolo importante, perché agli albori di una carriera sportiva da destinare ai posteri, la terra del vicino oriente  fa da culla e da motore propulsivo.

 

La vita di Steven è all’insegna dei grandi trasferimenti, come accade ai figli dei diplomatici. Un po’ qui e un po’ la in giro per il mondo, che se da un lato può sembrare faticoso e fastidioso, perché manchevole di una dimora fissa e di amici da abbandonare ancor prima di poterli definire tali,  in realtà è ciò che di più formativo ci possa essere. Una vita all’insegna della comprensione di lingue e culture diverse da cui attingere il meglio di ognuna di esse. Il giovane Steven cresce e si dedica al basket, e dopo gli innumerevoli viaggi al seguito del padre, decide di frequenta l’università di Arizona e di tornare quindi nella terra madre, gli Stati Uniti d’America.Il pedigree del ragazzo di Beirut non è il classico mix di stenti e problemi  familiari dei fratelli neri  ma le storie da raccontare sono tante e il carattere è piuttosto particolare. È il 1984, quando nel campus dei Wildcats  arriva la telefonata che non ti aspetti. Dall’altra parte del telefono c’è un caro amico di famiglia che ha il compito ingrato di raccontare a Steven l’accaduto. Un miliziano libanese ha ben deciso di prendersi la vita di Malcom Kerr, allora presidente dell’American University a Beirut, togliendo all’amore della famiglia il mentore, la guida, il faro. Il figlio Steven, a tutti noto come Steve, non fa una piega,  appoggia la cornetta e torna in camera sua. Il giorno dopo, invece di presenziare alla tumulazione del padre, disputerà la miglior partita della sua stagione da matricola; 5 triple su 7 e vittoria per gli Wildcats di Arizona, una prestazione pazzesca in un clima surreale vista la delicatezza dei fatti appena accaduti, il tutto attraverso uno sguardo impenetrabile e un aplomb disarmante che genererà il soprannome per  Steve: “Ice”. In Arizona resta dal 1983 al 1988 e all’ultimo anno raggiunge le Final Four, prima di essere scelto al secondo giro dai Suns con i quali resterà solo un anno prima di essere ceduto ai Cavs di Cleveland. La svolta nella carriera da Pro di Steve è nel 1993. A firmarlo sono i Bulls, appena abbandonati da Jordan volenteroso di cimentarsi nel Baseball dopo aver realizzato il suo primo Three-paet . La squadra non è un gran che senza il 23 e i playoff sono troppo duri per poter andare avanti. Serve un rinforzo, o meglio un ritorno. Jordan torna, viste anche le alterne fortune nel baseball, ma ha bisogno di dimostrare di essere ancora il padrone di casa, di rimettere in sesto quelle gerarchie che lo hanno portato a tanti successi. E l’occasione di abusare di un biondino, tra l’altro nato in Libano, è piuttosto ghiotta. Baruffa nella quale il piccoletto da Beirut non si tira indietro. Sarà il suggello della nascita di un rapporto di fiducia tra Michael e Steve che culminerà con il secondo Three-peat e la totale fiducia del capo nel fido scudiero. L’emblema di questo rapporto sta tutto in una semplice azione. United Center di Chicago, “Be ready Steve”. E Steve si fa trovar pronto. Canestro decisivo in Gara 6 contro Utah quando tutti si aspettano l’ennesima magia di MJ ed ennesimo titolo per la franchigia dell’Illinois.

Dopo i tre titoli a Chicago Steve si trasferisce in Texas sponda San Antonio nella quale incrementerà la sua argenteria contribuendo ai primi due titoli degli  Spurs prima di abbandonare il basket giocato. La vita da ex giocatore resta comunque legata alla palla a spicchi, la famiglia e i figli diventano la priorità, ma Steve da commentatore per TNT resta all’interno di un mondo che lo affascina e che non riesce a lasciar andare via. Ma per un competitore come Steve il microfono non può bastare. La storia si ripete, è di nuovo Phoenix ad aprire le porte della NBA; dal 2007 al 2010 viene assunto come General Manager, ruolo nel quale non si distinguerà per affari favorevolissimi per la sua franchigia (vedi scambio Marion – Shaq che segnerà la fine del Seven Second or Less dei Suns D’Antoniani). Anche il ruolo di GM va stretto a Steve che necessita di qualcosa di più, di  un ruolo che gli ridia l’adrenalina del campo, come ai tempi dei Bulls o di San Antonio. È il 2014 quando le strade degli Warriors e di Mark Jackson si separano. La baia ha bisogno di un nuovo Head Coach e per Steve si materializza il sogno di tornare a respirare l’aria del parquet.

 Ai suoi ordini una quantità di talento fuori misura, gestita da una proverbiale saggezza e calma che infonde sicurezza e consapevolezza ai propri giocatori. Una famiglia, un’isola felice, un emblema alla collaborazione e al sacrificio dalla quale non è mai traspirato un intoppo o una crepa. Alzi la mano chi ha mai visto Kerr approcciare un time out in modo isterico; una calma olimpica, una pace interiore che trasmette a Curry & C. la sicurezza di poter ribaltare in ogni momento qualsiasi situazione, anche contro lo strapotere di Lebron nelle Finals 2015. Il primo anno è da incorniciare, allenatore della Western Conference all’All Star Game e  titolo per gli Warriors. La stagione 2015/2016 inizia con Kerr lontano dalla panchina per problemi alla schiena ma la sua mano si vede anche in contumacia. Luke Walton inizia la stagione con un 39-4 e la stagione si conclude con 73 W e 9 L, record assoluto nella storia NBA. Lo Steve allenatore batte lo Steve giocatore che con i Bulls fece registrare il 72-10 nel 1996. Stanotte Kerr, con la vittoria dei suoi Warriors contro Houston, vittoria che ha sancito il passaggio al secondo turno, ha alzato per la prima volta in carriera il titolo di Coach of the Year. Una carriera da allenatore che nel giro di due anni ha riservato solo soddisfazioni. Ora la strada si fa impervia perché se vincere è difficile, ripetersi lo è molto di più, soprattutto con il tuo giocatore di riferimento fermo ai Box. Ma Steve ha le risorse per tirar fuori dai suoi uomini la convinzione che tutto è possibile.  Perché come in una famiglia, l’unità di intenti e la protezione reciproca permettono di uscire indenni dalle difficoltà della vita, proprio come aveva insegnato papà Malcolm.

 

Dal Libano un milione di storie, la mia storia

BEIRUT (primo giorno) - Mentre andiamo verso la nostra prima riunione con il Vice Delegato dell'UNHCR in Libano, osservo la città. Questo è il posto dove la famiglia di mio padre si è rifugiata quando sono stati costretti a fuggire dall'Egitto nel 1956. Queste sono le sensazioni, gli edifici, i suoni, i profumi e l'energia con i quali è cresciuto mio padre.

Domenica delle palme 2016

Domenica delle palme dagli Antonini, celebrazione della messa, pranzo, e infine il ballo folkloristico libanese. Noi eravamo presenti.

                                         

 

Hezbollah, al ministro degli Esteri francese: il nostro candidato è il generale Michel Aoun

13LUGLIO2016

In un incontro considerato il più importante nel corso delle relazioni tra Francia e «Hezbollah», dopo che Parigi aveva accettato l'inserimento dell'ala militare di Hezbollah sulla lista dei terroristi, AYRAULT ha tenuto una riunione con una delegazione di «Hezbollah» nel Palazzo dei pini, durato quaranta minuti. 

Il discorso del Generale AOUN, il 16/10/2016:

Il discorso del Generale AOUN, il 16/10/2016: 

- La costruzione della Nazione si fa attraverso un cantiere di lavoro continuo e fatto da tutti i suoi figli. 

- Nell'anno 93 nell'anniversario dell'indipendenza, ha detto, che il Libano il 13 ottobre non è stato sepolto... e che una fruttuosa Stagione sta per crescere. 

-Voi siete questa Stagione con la vostra fede e la vostra perseveranza. 

La conferenza del 25/02/2016: I cristiani in Siria, quale futuro

In seguito all’invito di partecipare all’incontro con il vescovo di Homs per i Melchiti, Sua Eccellenza Jean Abdo Arbach, il Tayyar-Italia (rappresentato dal suo presidente, il dott. André Chakargi, e della Sig.ra Marie Benoit El-Asmar e il Sig. Issam Sarrouh) ha assistito,

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