Cultura

Il Libano


Il Libano in arabo: لبنان‎, Lubnān conosciuto anche come la Repubblica libanese, è uno Stato del Medio  Oriente che si affaccia sul settore orientale del mar Mediterraneo. Il Libano confina a nord e ad est con la Siria e a sud con la Palestina occupata. Ad ovest si affaccia sul mar Mediterraneo.

La superficie del Libano è di 10.452 km². Lungo 250 km e largo da 25 a 60 km.  La capitale è Beirut. Fiumi principali: Nahr al-Kabir Litani 150 km, Oronte 571 km  Laghi principali: Lago di Qaraʿūn  Le attività economiche principali sono i servizi bancari e finanziari, tradizionalmente sostenuti da un regime economico libero-scambista e competitivo, e il turismo.

Secondo una ricostruzione etimologica tanto diffusa quanto non scientifica, il termine Lubnān sarebbe stato utilizzato a partire dall'VIII secolo d.C. e deriverebbe dalla radice trilittera l-b-n, la stessa della parola laban (ossia "latte"), per via della somiglianza tra il Monte Libano, massiccio montuoso coperto di neve d'inverno e il colore del latte.

Il Libano ha un clima mediterraneo moderato. Sulla costa gli inverni sono freschi e piovosi e le estati calde e umide. A maggiori altitudini, le temperature invernali scendono sotto lo zero con frequenti nevicate, anche abbondanti, mentre le estati sono dure e secche. Benché in generale il Libano goda di precipitazioni annue abbastanza elevate in confronto agli aridi paesi circostanti, alcune aree nord-orientali sono più aride perché le cime della catena occidentale bloccano molte nuvole nate sul Mediterraneo.
Nell'antichità, il Libano ospitava grandi foreste di cedro del Libano, oggi simbolo nazionale. Tuttavia, millenni di sfruttamento commerciale (per edilizia e cantieri navali) senza alcuna politica di riforestazione, hanno fortemente ridotto la loro diffusione.

La popolazione libanese comprende diversi gruppi religiosi. Lo Stato riconosce ufficialmente 18 confessioni, sotto elencate. La religione si fonde con il riferimento etnico.
Le confessioni riconosciute sono:
fra gli arabi cristiani, quelle maronita (cattolici), greco-ortodossa, greco-cattolica (melchita), armeno apostolica, armeno-cattolica, siriaco-ortodossa, siriaco-cattolica, protestante, copta, assira, caldea, e la cattolica di rito latino.
fra i musulmani, le comunità sunnita, sciita, ismailita e, in aggiunta, le comunità alauita e drusa.
la comunità ebraica.

Chiesa accanto ad una moschea a Beirut
Mentre un tempo i cristiani costituivano la maggioranza, attualmente, secondo le stime del governo statunitense, i musulmani, dopo la migrazione dei palestinesi, dal 1948 in poi, sono all'incirca il 60% della popolazione libanese. Alcuni drusi focalizzano la loro identità in senso lato, dissociandosi dall'essere accomunati classicamente con i musulmani. Alcuni cristiani maroniti, in particolare quelli provenienti dal Monte Libano non si identificano come arabi, ma come semiti etnicamente discendenti dai fenici e dalla mescolanza di popoli che vivevano in Siria e in Libano prima dell'arrivo degli stessi arabi (principalmente popolazioni di lingua siriaca e bizantini). Successivamente i maroniti si sarebbero mescolati anche con i crociati. Numerosi storici hanno tuttavia contestato o criticato queste tesi. È da sottolineare che, secondo alcune opinioni attuali, è considerato arabo qualsiasi persona avente la lingua araba come lingua madre, a prescindere dai riferimenti genealogici. L'1% dei libanesi è di origine curda.


 
Sinagoga a Deir al-Qamar risalente al 600 d.C.
Il Libano è un paese membro della Lega araba anche se con le sue particolari caratteristiche pluriconfessionali e di paese mediterraneo.

Cattedrale armena di san Gregorio a Beirut
Sul territorio, gli sciiti sono concentrati soprattutto nel Sud del paese, nella periferia meridionale di Beirut e nella Valle della Beqa', mentre i sunniti soprattutto attorno a Tripoli, Sidone e nella parte Ovest di Beirut. I cristiani sono concentrati perlopiù nella zona centrale del Monte Libano e nella parte Est di Beirut, mentre i drusi si trovano nel massiccio dello Shuf (a Sud-Est di Beirut).
Diversi milioni di libanesi hanno lasciato nei secoli la madrepatria per trasferirsi negli Stati Uniti d'America, in America Meridionale (soprattutto in Argentina e Brasile), in alcuni paesi africani, come il Senegal e la Costa d'Avorio (da cui poi sono stati cacciati), in Australia e in Europa, specialmente in Francia. Si calcolano 18 milioni di persone di ascendenza libanese, di cui 8 milioni in Brasile. I libanesi della diaspora sono soprattutto di religione cristiana;si spiega così, insieme al tasso di crescita più elevato presso la popolazione musulmana, il cambiamento nei rapporti numerici, nonché la richiesta dei politici libanesi cristiani di concedere il diritto di voto agli espatriati.
L'importanza degli equilibri religiosi ha fatto sì che ai rifugiati armeni di religione cristiana sia stata concessa la cittadinanza libanese, che è invece negata ai profughi palestinesi, richiesta quest'ultima sostenuta dai musulmani sunniti.
La lingua ufficiale è l'arabo standard moderno. L'arabo parlato correntemente dalla popolazione differisce dall'arabo standard utilizzato nella forma scritta e per alcuni costituisce addirittura una lingua "neo-araba" o persino una lingua semitica a sé stante.
Il francese costituisce una seconda lingua diffusa.

Il Libano è stato per millenni un punto di incontro tra civiltà differenti, a partire da quella fenicia ed è abitato da diciotto confessioni religiose, ciascuna dotata di identità distinta, ed offre, di conseguenza, un panorama culturale straordinariamente ricco e stratificato.
L'UNESCO ha riconosciuto cinque siti libanesi come patrimonio mondiale dell'umanità: Anjar, Baalbek, Biblo, Tiro e la valle di Qadisha.
Tra gli scrittori libanesi si ricordano Khalil Gibran, Ali Ahmed Said, Hoda Barakat, Elias Khoury, Rashid Daif, Georges Schehadé, Amin Maalouf e Samir Kassir.
 
Valle di Qadisha :Numerosi festival sono organizzati durante il periodo estivo, spesso all'interno di monumenti e siti archeologici. Il programma di questi festival comprende generalmente un mix di spettacoli teatrali, opera lirica, musical, concerti di musica classica e musica pop. I festival più importanti si svolgono a Baalbek, Beiteddine e Biblo.
Provengono dal Libano numerosi interpreti della musica araba contemporanea. Oltre ad artisti come Fairouz, celebre per la sua estensione vocale, lo spirito patriottico e le sue canzoni d'amore, e Marcel Khalife, noto per il suo impegno politico e come interprete di oud, uno strumento tradizionale simile al liuto, la nuova generazione dei cantanti di musica pop comprende nomi famosi in tutto il mondo arabo.

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News, Politica

Dell'Ambrogio guiderà una delegazione in Libano

Il ticinese sarà alla testa di una missione scientifica di alto livello: tra i punti da affrontare innovazioni e tecnologie pulite

Da mercoledì a domenica il Segretario di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione Mauro Dell'Ambrogio guiderà una delegazione scientifica di alto livello in Libano. All'ordine del giorno: innovazione e tecnologie pulite (cleantech).
Sono previsti incontri ufficiali a Beirut con il ministro dell'educazione e dell'istruzione superiore Elias Bou Saab e con il ministro dell'economia Alain Hakim, rende noto un comunicato odierno della Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione.
E' prevista anche la visita ad alcuni istituti accademici e di ricerca e la partecipazione a diversi eventi finalizzati a promuovere la collaborazione tra esponenti del mondo scientifico, aziende e istituti di ricerca dei due Paesi.
Per quanto riguarda l'innovazione, Dell'Ambrogio inaugurerà la tappa libanese dell'esposizione "Watt d'Or", organizzata dall'Ufficio federale dell'energia, il cui scopo è valorizzare i progetti realizzati in ambito energetico che puntano ad aumentare la quota di energie rinnovabili in Svizzera e a limitare l'incremento dei consumi energetici globali.
Il Segretario di Stato parteciperà anche a una tavola rotonda di alto livello sulle tecnologie pulite (cleantech) alla presenza di un gruppo di imprenditori svizzeri del settore e di una quindicina di rappresentanti dei ministeri libanesi interessati, della Banca nazionale, degli organismi che sostengono le aziende e del settore privato.
La missione si concluderà con la firma di un protocollo d'intesa sullo scambio di ricercatori tra il Centre suisse d'électronique et de microtechnique (CSEM) di Neuchâtel e l'Université Libanaise, la più importante università pubblica del Paese.

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Politica

Libano:la Brigata Sassari è al comando di Unifil

"Soldati molto apprezzati per il coraggio e la determinazione.La forte coesione della Brigata è stato sempre un fattore determinante per il successo delle operazioni in Patria e nelle numerose missioni di pace all'estero"con queste parole il generale Graziano ha voluto elogiare i militari della Brigata Sassari che è subentrata alla Taurinense al comando dell'operazione"Leonte"nell'ambito della missione UNIFIL(United Nations Interim Force in Lebanon)nel sud del Libano. Alla cerimonia del passaggio di consegne tra Taurinense e Brigata Sassari e  tra il Generale Franco Federici e il parigrado Arturo Nitti, ha sovrinteso  il generale Luciano Portolano, capo della missione e Comandante delle Forze ONU nel Libano meridionale.
La missione della Brigata Taurinense è stata caratterizzata dalla realizzazione di un progetto che è stato portato a termine mediante il dialogo costruito con la popolazione e le istituzioni. Gli Alpini con la loro attività hanno attività hanno ottenuto il mantenimento della stabilità dell'area e la fiducia della popolazione libanese nella missione UNIFIL. E' stata inoltre incrementata l'efficacia delle attività operative. Il contingente multinazionale è composto da 1.000 militari italiani metà dei quali sono in forza alla Brigata Sassari.
Il Generale Claudio Graziano ha avuto parole di elogio per il lavoro svolto dai militari della Taurinense:"Siete stati ottimi ambasciatori delle Nazioni Unite, avendo improntato il vostro operato al dialogo e alla cooperazione". Ancora una volta, avete dato prova della peculiarità della via italiana nelle operazioni di peacekeeping, condotte con equilibrio, professionalità , imparzialità, diplomazia, effiacia, credibilità e rispetto". Ora toccherà alla Brigata Sassari portare avanti questo dellicato e pericoloso lavoro.

 

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Seminario Tayyar Europa

Dall' 8 al 10 aprile a Merville (Francia), si è tenuto il seminario di Tayyar Europa. I rappresentanti del Tayyar  di Olanda, Russia, Svezia, Gran Bretagna, Francia, Norvegia, Svizzera, Spagna, Italia ( rappresentata dal Dott. Andre Chakargi ed altri due membri)e Belgio si sono confrontati su quanto fino ad oggi fatto in ogni singolo Paese.
Il  primo giorno si è  discusso di ciò e soprattutto di quali future attività ogni ufficio Europeo potrà svolgere in favore del nostro Libano.
Il secondo giorno, quello più intenso, si è affrontato il tema del finanziamento, del coordinamento tra i vari siti tayyaristi europei e di come individuare  enti e soggetti utili per sviluppare progetti pro Libano. Si é discusso inoltre del ruolo della donna nella società e delle prospettive dei  giovani tayyaristi.
La serata si è conclusa con una cena ed un ballo, l'atmosfera era simpatica ed allegria.
Il terzo ed ultimo giorno, si è definito il ruolo degli uffici di Tayyar per il prossimo anno e fissati gli obiettivi. Il Tutto si è svolto in un clima di serenità ed in un ambiente famigliare che ha consolidato i rapporti di amicizia sorti.
Tayyar Italia.

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Quando i califfi appoggiavano i cristiani del Medio Oriente

Il contributo dei cristiani arabi a scienze e cultura è possibile solo in presenza di regimi aperti all’alterità. Ma oggi viviamo i frutti della decennale propaganda dei fanatici

di Samir Khalil Samir

 

Uno sguardo alla storia dei cristiani nel mondo arabo mostra una feconda dialettica tra radicamento nella propria tradizione e apertura verso le altre culture. Momenti forti sono stati la creazione di un umanesimo interreligioso nella Bagdad del X secolo e il rinnovamento ecclesiale all’epoca della Riforma cattolica, che ha preparato il Risorgimento arabo. Oggi come ieri tuttavia questa interazione è possibile solo in presenza di regimi aperti all’alterità e non ripiegati su un settarismo ossessivo.

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